viaggiatrici solitarie

Un nuovo inizio- la storia di Laura

Una settimana fa ho avuto modo di parlare con Laura, le cui parole mi hanno portato dall’altra parte del mondo, raccontandomi delle sue avventure e del suo nuovo inizio. Vuoi partecipare anche tu al mio progetto? Ti lascio il form qui: Diventa un Guest blogger da compilare.

1-Qual è stato il tuo primo viaggio da sola e cosa ti ha lasciato?

Studiavo a Milano e da ormai due-tre mesi ero intenzionata a partire finché nel marzo del 2000 decido di andare a vivere a Tenerife con un’amica e il suo fidanzato, dopo che mi avevano assicurato che trovare lavoro sarebbe stato semplice . Parto molto ingenuamente e purtroppo nell’isola mi rubano il telefono e il portafoglio. Purtroppo ad un certo punto le cose non vanno per il verso giusto e mi ritrovo così ad essere da sola in un paese di cui non sapevo la lingua, senza lavoro: mi crolla il mondo addosso. Decido di stringere i denti e riesco a trovare dei lavoretti finché non conosco un ragazzo di Torino che mi propone di andare a Minorca: il luogo dove inizierà il viaggio. Qui ho trovato una parte di me stessa e nonostante il primo mese sia stato pesante a livello lavorativo sono grata ed estremamente legata a quest’isola. Dopo un mese di permanenza in una casa di campagna, decido insieme al ragazzo conosciuto in precedenza di mollare il lavoro e ci ritroviamo così a cala Macarella, una piccola riserva naturale dove si era creata una comune di ben 30 persone nata spontaneamente. Le persone della comune erano nudiste e all’inizio questa particolarità, data la mia timidezza, mi ha messo a disagio ma è bastato far il primo bagno nuda con loro per abbracciare il loro stile di vita. Iniziano così tre mesi di avventure fatte di autostop, di falò serali, di giochi con il fuoco e dei primi traguardi. Insieme diamo vita al primo mercatino dell’artigianato dell’isola che ora è molto famoso anche al di fuori dell’isola. Minorca è l’isola magica, mi ha dato tutto quello di cui avevo bisogno, mi ha permesso di scoprire il mio lato selvaggio ma soprattutto di essere felice e di avvicinarmi per la prima volta ai giochi di fuoco.

2-Perchè hai iniziato a viaggiare da sola?

Purtroppo a 22 anni soffrivo di depressione, avevo bisogno di spezzare questo circolo vizioso, non stavo bene, dovevo fare qualcosa per cambiare. Era arrivato il momento di dare una svolta, così sono partita per Tenerife dove ho festeggiato il mio 23esimo compleanno.

3-Hai mai avuto paura durante uno dei tuoi viaggi? Come l’hai affrontata?

Un giorno ero in viaggio con il camper e decido di passare la notte in un luogo molto buio, i rumori continui mi hanno spaventato così tanto che ho deciso di spostarmi e di andare a dormire vicino ad un campeggio, la sera dopo però non mi sono fatta spaventare e sono tornata lì dove poi ho dormito. Un’altra volta ero in Guatemala, con addosso uno zaino di 60 litri, ero sul molo e dovevo saltare su una moto d’acqua sulla quale mi aspettava un ragazzo, salto ma purtroppo cadiamo entrambi in acqua, avevo paura, ne avevo tanta, ma non mi sono fatta prendere dall’ansia e sono riuscita a tornare sulla terra ferma. La paura ti fa vedere tutto nell’insieme, ti permette di analizzare la situazione, ti permette di agire nel modo migliore possibile e di poter andare avanti. La paura mi ha permesso di avere più fiducia nella vita.

4-Racconta un momento divertente dei tuoi viaggi 

Ero in Amazzonia , andai in un paese che distava ben 15 ore di barca dal mio dove feci vari giochi con il fuoco e durante la serata mi servirono della cachaça così forte che il giorno seguente, complice la stanchezza, passai tutto il viaggio di ritorno con lo stomaco sottosopra. Oppure Ricordo con piacere il momento in cui ero a Minorca e non riuscivo a capire come la comune riuscisse a procacciarsi il cibo, finché un giorno decisi di seguirli e scoprì così il significato di “cibo riciclato“. In pratica i supermercati avevano dei prodotti che non potevano vendere, perché vicini alla scadenza o non perfetti esteticamente perciò noi li prendevamo e sfamavamo così tutta la comune. P.s non sono mai stata male. Un altro momento che porto ne cuore è il battesimo del fuoco ricevuto a Maiorca nella ciudatella dove organizzammo una serata con la quale guadagnare il necessario per la stagione, suonammo tutta la notte utilizzando degli strumenti musicali ricavati da materiale riciclato, svegliando la città.

5-Quali consigli daresti ad una ragazza che vorrebbe iniziare a viaggiare da sola?

Vai! Devi solo trovare il coraggio, ricorda che la fortuna aiuta gli audaci, se stai seduta sul divano le cose non cambieranno. Un’affermazione che sento dire spesso è “ho paura di annoiarmi da sola” ebbene io ad esempio ho bisogno dei miei momenti di solitudine ed è giusto così, non avere paura. Per viaggiare da sola devi avere voglia di scoprire, di scoprirti, siamo noi che creiamo la paura.

6-Secondo te perché sono ancora poche le ragazze che viaggiano da sole e perché sono poco ben viste?

E’ un problema culturale, durante i miei viaggi ho conosciuto molte ragazze americane, tedesche, olandesi e nessuna di loro si è mai fatta problemi ad andare in giro da sola, dipende molto anche da come vieni su. Noi donne possiamo fare qualsiasi cosa ma è raro che ce lo dicano apertamente. Penso anche che sia un fattore religioso, ad esempio la madonna era la donna del focolaio, non ha mai viaggiato ed essendo l’Italia un paese cattolico credo che in qualche modo la religione abbia influito sul modo del vedere le donne.

Ringrazio Laura per avermi portato con lei (anche se virtualmente) nei suoi viaggi e auguro a tutte le persone che vogliono cambiare la propria vita di trovare il coraggio di lasciare la strada maestra per un “nuovo inizio“. Se ti è piaciuto l’articolo non esitare a commentare e a condividerlo sui social.

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